Ci hanno ridotto ad essere vuoti.

“Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi. Ho cercato di essere una brava persona, ho commesso molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

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Being Cronos

 

Non è senza ragione né senza senso che il mito dica che Cronos era costretto a ingoiare e digerire sassi, poiché soltanto il tempo digerisce tutto quello che è altrimenti indigeribile, ogni tristezza, ogni dispiacere, ogni perdita e offesa.
[Arthur Schopenhauer]

Pozzanghera

 

Alle medie, quando ero un discolo impenitente, avevamo un compagno di classe coi capelli rossi e l’erre moscia, era molto viscido, tipico leccaculo dei prof e supponente. Lo chiamavamo Pozzanghera perché aveva sempre le mani sudate e dovunque le mettesse lasciava l’alone di umidità.
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Bei momenti.

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Hola!
Oggi facebook mi ripropone questo scatto datato 2013!

Devo dire che rispetto ad ora, quattro anni fa ero decisamente più sereno e rilassato. Soprattutto quattro anni fa non avevo ancora conosciuto la mia stalker di fiducia.
Ragazzi, segnatevela, non vi fidate della prima persona sorridente che conoscete tramite un passaggio su blablacar. Potrebbe rendervi la vita un inferno come è successo a me.

Un giorno o l’altro ve la racconto questa storia. La bozza è già bella pronta, devo solo sistemarla e pubblicare il tutto. Vedremo.

Ad ogni modo, buonanotte!

Canzoni da #Instafeels

Siccome è interessante, copincollo dal gruppo FB di TWAU.

#TWAULLEGRIA
Sull’onda dell’euforia causatami dalla pubblicità della lampada parlante nipponica vi propongo un nuovo quesito musicale.
Dopo la canzone che vi rende tristi e quella che vi rende allegri, oggi vi chiedo di elencarmi –almeno– cinque canzoni che vi danno l’#instafeels.
Insomma, quelle canzoni che quando le sentite vi suscitano emozioni, ricordi, presemale, ecc.
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Prospettive.

varg

Buongiorno.
Avete presente quando vi state annoiando al pc o con lo smartphone e cazzeggiate su Youtube in cerca di qualcosa di interessante da vedere? Si, dai, quando poi vi ritrovate a guardare un documentario sulle abitudini alimentari dei ragni.

Ecco, qualche tempo fa ero in questa amara condizione, vagavo per i meandri della rete in cerca di salvezza. E sono finito su questo canale, Thulean Perspective. Mi ci sono voluti forse cinque secondi per realizzare, per riconoscere – maguardachiccè!? – quel tizio con la barba che parla, parla, parla, mentre fa cose. Racconta di com’era la scena black metal norvegese all’inizio degli anni ’90 mentre cambia l’olio alla macchina, una Uaz, fuoristrada sovietico con mimetica da foresta. Oppure racconta dell’omicidio di Euronymous o di quando conobbe Dead prima del suo suicidio mentre affila i denti alla catena della motosega. Roba così.

Ciao Varg! E’ bello rivederti.

PS: Vi linko un video in cui se ne va in giro per una foresta ascoltando A Forest. Oltre. Momenti di qualità. #Burzum #Vikernes #Varg

Bambino anni Ottanta vs Bambino Moderno.

prima o poi l'amore arriva. E t'incula.

Il cinema.

Oggi. Esce il nuovo film della Disney e le mamme della chat si scatenano: “è adatto al mio bimbo di otto anni? No, perché Paolo è tanto sensibile, piange ogni volta che muoiono i pidocchi della pubblicità anti-pediculosi”.

Ieri. Il bambino anni Ottanta ha visto sprofondare il cavallo di Atreiu nelle paludi della tristezza. E ho detto tutto.

Oggi. Prima del film i genitori comprano pop corn e bevande varie e si dotano dell’alzatina per far godere il film al figlio. Nel caso l’alzatina non sia sufficiente decapitano gli astanti.

Ieri. Non mi è chiarissimo perché ma al cinema si entrava più o meno sempre a film iniziato e poi si aspettava lo spettacolo successivo per vederne l’inizio. Ci si sedeva sul cappotto di papà arrotolato sotto le chiappe con le chiavi di casa nella tasca che ti si conficcavano in una coscia.

Le minacce.

Ieri. “Marco conto…

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A vita bassa

Professore lei non sa 
dice oggi Monica 
che la personalità 

se la può permettere
se la può concedere
solo una piccola elite: il cantante, l’attore, eccetera, eccetera…
E l’antidoto che ho al futuro anonimo
è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G tatuata sugli slip
sopra la vita dei jeans che quest’anno va bassa, va bassa
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano
i centravanti contano
e tutto il resto è inutile
Hai ragione Monica
la sconfitta storica
ma non posso dirtelo
posso solo piangerla
e guardarti crescere
come cresce l’edera
come il rovo su pietre e macerie
Ed i cantanti dalla radio cantano
ed ogni anno foglie morte cadono
i calendari cambiano
ed i famosi ridono
e tutto il resto è inutile
E le modelle per le strade sfilano
ed ogni anno foglie morte nascono
comete nuove cadono
per un errore cosmico
è un universo inutile!

Ho ricevuto la letterina di Renzi..

Un paio di giorni fa mi è arrivato a casa il plico per votare al referendum per la riforma costituzionale, abbinato alla tristissima lettera dell’autoelettosi presidente del consiglio.
Mi fa molta tristezza e molta rabbia pensare che questo lepegoso (viscido a Genova) si ricordi degli Italiani all’estero solo ora che ha bisogno del nostro voto per la sua riforma. Dove siete stati per questi cinque anni? 

Perchè a nessuno è mai fregato di chiedermi il perchè io – e gli altri italiani – abbiamo lasciato il nostro paese, gli amici e le famiglie? 

Dimenticati pure di me, Mattè. Con la tua letterina mi ci pulirò il culo.

Grazie ed arrivederci.

Gli anni perduti.

Dalla costa d’oro, attraversando i Sette Mari

Sto viaggiando in lungo e in largo. 
Ma adesso ho l’impressione
di non essere più me stesso,
e che non sia io a fare tutte le cose
che a volte faccio, ma un altro.

Chiudo gli occhi pensando a casa, 
ecco che un’altra città se ne va nella notte.
Ma non è buffo quel che succede?
Ti accorgi che ti manca qualcosa
Solo quando l’hai persa.
E il mio cuore giace lì, gettato via, 
e lì giacerà sino al giorno della mia morte.

E quindi, cerca di capire,
non sprecare il tuo tempo
a rinpiangere quegli anni perduti.
Solleva il viso, e preparati a lottare!
Renditi conto di stare
vivendo i tuoi anni migliori!

Ho troppo tempo nelle mie mani,
mentre tu sei nei miei pensieri.
Non si può calmare facilmente questo dolore,
Se non ti riesce di trovare
Il modo giusto per esprimerlo
diventa dura resistere un giorno ancora.
E questo mi fa venire voglia di piangere
e tendere le mani al cielo.

E quindi, cerca di capire,

non sprecare il tuo tempo

a rinpiangere quegli anni perduti.
Solleva il viso, e preparati a lottare!
Renditi conto di stare
vivendo i tuoi anni migliori!

Tatranky


Praga, Praga è una città dove non sopravvive niente
di quaranta anni di guerra fredda
nessuna falce e martello, statua, monumento ricorda ciò che era fino a quindici anni fa.
Una rimozione sfrontata.
Ripulita dal grigiore brezneviano Praga splende nei suoi palazzi barocchi e liberty pieni di turisti più o meno sessuali
e appare piccola, misteriosa e decadente nonostante gli sforzi di mostrare una economia in espansione.
Cerco le tracce dell’immobilismo del regime ma vedo solo le ferite della modernità occidentale e nessuna testimonianza delli errori, degli orrori e delle ingenuità marxiste si esprime ai miei occhi.
Dormo in un caseggiato anonimo aspetto pulito ma vecchio, enormi somiglianze con i quartieri IACP italiani degli anni sessanta…
e miseria in giro meno che in certe nostre città.
Esordisco nella vita notturna al Lucerna, un club sotterraneo modello febbre del sabato sera. C’è una serata anni ottanta e l’entrata costa circa due euro
Come al solito, sono il più vecchio nel locale
Nello schermo ad un lato della pista passano i video delle canzoni che il DJ mette su, ma gli anni ottanta di Praga sono meno rigorosi dei nostri e la scaletta, è vergognosa.
I Modern Talking, Samantha Fox, Nick Kershaw
e via così fino a un inatteso regalo
parte felicità di Albano e Romina.
La cantano tutti e mi sento malissimo e mi rendo conto solo adesso che l’eredità del comunismo non va cercata nell’architettura e nei simboli, ma nell’anima di un popolo.
Ed eccola qui l’anima negli anni ottanta dei cecoslovacchi: felicità e il suo video colorato che parla del sole e dell’amore italiano mentre in Boemia tutto è fermo, mentre in Boemia tutto è immobile.
Ma anche ora c’è una tristezza assurda, nessuno si diverte, sarà che è lunedì sera, sarà che è gente fredda, sarà che non c’è il mare a Praga
e allora mi domando per quanto tempo ancora i bimbi boemi vorranno guardare i cartoni animati della talpa invece che quelli americani o giapponesi
Per fortuna che all’uscita una ragazza nota felice la mia maglietta dei Depeche Mode, basta poco per sentirmi meglio
Dubcek direbbe che poteva andare diversamente e almeno lui ha fatto in tempo a vedere la differenza a volta astratta tra un regime imposto con i carri armati ed uno imposto più sottilmente col dollaro, il marco l’euro.
I tedeschi si sono comprati perfino la Skoda. La fabbrica!
Come souvenir ho preso tranta confezioni di wafer “Tatranky”, pacchetti tipo loacker ma molto più buoni.
Solo dopo qualche giorno ho notato un marchio un po’ nascosto: danone….danone
Ci hanno davvero preso tutto! ci hanno preso tutto.

Io personalmente voterei “NO”. 



Di solito non tratto temi politici qui sopra, ma stavolta mi vedo.costretto a girarvi questo post che rimbalza per il web da stamattina.

Renzi ha detto che se vince il NO si torna indietro di 30 anni:

Splendido!

Nel 1986…

– giravano le alfa 75

– non esistevano i contratti cococo, progetto, jobact, da dipendente a partita iva, voucher, …

– si andava in pensione ad una età decorosa

– c’era l’articolo 18 e le tutele per il lavoratore

– Ramazzotti vinceva il festival di Sanremo (sempre meglio di uno uscito da Amici della De Filippi)

– la benzina costava £1.258 tradotto in €0,65 al litro

– non c’erano suv tra le palle

– c ‘erano tanti concorsi per i posti pubblici

– la rai mandava in onda film in prima visione e trasmissioni senza interruzioni di pubblicità

– non c’era il ticket nella sanità pubblica

– le parti politiche erano ben definite

– a 25 anni ci si poteva permettere di metter su famiglia con 3 figli (più iva, che però tornerà al 19%, quindi 3,57 figli) senza il fiato sul collo di un ministro della salute

– i bambini giocavano per la strada e non c’erano i social 

– Berlusconi non era in politica e renzi aveva 10 anni..

Allora che aspettate a votare NO?!?

Adolescenti a colloquio, improvvisamente tremoto.

“C’hai figu?”

“Sì, guarda, oggi ho la mazzetta.”

“Fa vedere… celo… celo… Buso manca! Finisco l’album!”
“Eh… Buso, Buso è raro…”
“Eh, quante ne vuoi?!”
“Buso son tre vaschetti…”
“Guarda, io ce l’ho e te lo porto domani! Te ne do 10!”
“Ué, ciao ragazzi, si gioca a figu?”
“Cosa c’hai tu?”
“Io c’ho… Facchetti.”
“AHAHAHA! Sei un…”
“E lo sappiamo tutti! C’hai sempre solo Facchetti! AHAHAH!”
“Ha fatto 5 album solo con Facchetti! Porca troia!”
“Vabbè, però c’ho anche un disco nuovo che mi sono cattato che è mondiale, una bomba.”
“E attento che non ti esploda nel culo!”
“Ah ah ah ah!”
“Che sbiancata!”
“No, ma ascoltiamolo, e poi, cioè, è po… è troppo…”

“Sì ascoltiamo, senti che merda!”

“Tua Prinz!”
“Eh?”
“Troppo!” 

Il mondo visto dallo spazio 

Visto da qui non sembra neanche poi quella gran cosa,
a volte non direi nemmeno che è la mia casa.


Impercettibile si muove e si distingue appena,
non vedo come possa imprigionare tanta vita.
Qui non c’è rumore, solo pace, non c’è distrazione
e vedo allontanarsi sempre più la tentazione
di continuare a credere che possa ritornare
passando in un secondo dal mio cielo al vostro mare.

Tu non rispondere non mi fai credere più a niente.
Tu che hai pensato davvero di esistere portami giù.

Se ci riesci riprenderò a vivere come vuoi tu,
che hai potuto soltanto resistere.


Il mondo visto dallo spazio è solo un’illusione,
un punto poco fermo in preda alla sua rotazione.
É il sogno di un illuso che non si è più risvegliato
e noi fantasmi non crediamo che al nostro passato.


Tu non puoi credere che io mi fermi qui, soltanto
tu che mantieni distanze e quei limiti -così vicini-
Qui non rimane più niente da chiedere, non sento
più quelle frasi che devo risolvere.


La vita vista dallo spazio perde ogni ragione,
è il pianto di un bambino solo senza protezione,
è scudo alzato a riparare i colpi del destino
ma scenderò più giù per controllare da vicino.

Millenovecentosettantanove

Tornando indietro al 1979, i ragazzi non avevano mai il tempo,

vivevano su un filo elettrico proprio sulla strada,
“tu ed io ci dovremmo vedere“,
un insetto d’estate che rimbalza come un ciottolo
contro i fanali che puntano verso l’alba,
eravamo convinti che non avremmo mai visto finire tutto questo


e non me ne frega niente di togliermi questi jeans con la cerniera,
noi non immaginiamo proprio dove riposeranno le nostre ossa,
credo che diventeranno polvere,
dimenticate e staranno sotto la terra
un misto di vuoto e di noia

loro non sono sicuri di quello che abbiamo dentro di noi
la città di morfina che sta dormendo dovrebbe scendere a vedere
che non ce ne frega di quanto siamo svegli
e che riusciamo a percepire l’energia di questo posto dalle mille colpe

e dal cemento colato, compianti e sicuri
verso luci e città nascoste,
più veloci del suono,
più forte di quanto si pensasse di dover andare, più in basso del suono della speranza
Justine non ha mai capito come stanno le cose,
stava con i tipi strani e crudeli
non si dovevano cercare scuse, ti conosco così bene da non cadere nei tuoi inganni,

così che non ci importa di toglierci questi jeans con la cerniera
e non sappiamo proprio dove riposeranno le nostre ossa,
credo che diventeranno polvere
dimenticate e staranno sotto la terra
la strada si anima con l’insistenza del rumore
mentre come vedi non c’è nessuno in giro. 

Ognuno di noi ha…


“Ognuno di noi ha dentro di sé un mondo che custodisce gelosamente, un mondo che pochi riescono a comprendere. E così si chiude in un silenzio che è forza e debolezza nello stesso tempo e finisce per sentirsi isolato in una battaglia che richiede tutto e forse non dà nulla!”