Fuori dal tunnel, sul trenino dei ricordi.

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Momenti amarcordi.

Giusto un paio di giorni orsono uno dei miei contatti su Facebook ha condiviso Fuori dal Tunnel di Caparezza.

Ora, non sono mai stato un grande fan dell’artista molfettese, ma mi ricordo bene questo brano.

Quindi ascoltarlo mi ha riportato alla mente un paradosso particolare.

Si parla delle vacanze natalizie in bilico fra il 2003/2004, come ogni anno nel periodo natalizio arrivavano a Santa Margherita Ligure (Ge) gli autoscontri. In quel mese/mesemmezzo in cui gli autoscontri si fermavano a “Santa” diventavano puntualmente il centro nevralgico del divertimento sammargheritese. Non che negli inverni rivieraschi ci fosse poi molto altro da fare per i giovini. Si, beh, le discoteche del circondario. Un’infinità di locali per ubriacarsi a prezzi da rapina e poco altro. Insomma, non è un paese per giovani, ma non è una novitá.

Io lavoravo già. Avevo passato i vent’anni e degli autoscontri me ne fregava relativamente molto poco. Avevo tutt’altri gusti, concezioni, insofferenze. Ma tant’è a volte si andava li qualche ora, un po’ perchè davvero non c’era un cazzo di altro da fare, un po’ per guardare le ragazze che facevano capannello li intorno. Ogni tanto si tirava qualche pugno all’immancabile punching ball, ma perlopiù ce ne stavamo li a farci i cazzi nostri.

Il figlio del giostraio faceva girare le macchine il pomeriggio, e nel frattempo metteva su gli ultimi successi ed i tormentoni del periodo.

E così, per qualche strana ragione, metteva Fuori dal Tunnel, con somma gioia della gioventù astante che tutta contenta ballava e cantava sono fuori dal tunnellellellellel del divertimtohoho con mio sommo stupore.

Allora avvicinai qualche soggetto preso a caso dalla folla e lo interrogai.

Ma perchè cantate e ballate questa canzone? Lo hai sentito il testo? Parla proprio di quanto sia stupido tutto questo divertimento imposto. Di quanto sia assurdo doversi divertire perchè ti dicono che è così.

Ma tendenzialmente la risposta che ricevetti fu più o meno uguale per tutti.

Occhi bovini sgranati e
Eh?! Ma che cazzo dici?! È fighissima!!“.

Fa male pensare che oggi le cose sono, se possibile, ancora peggiorate.

Ciao, proprio.

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4 thoughts on “Fuori dal tunnel, sul trenino dei ricordi.

  1. Se è per questo io non ho mai capito cosa ci sia da divertirsi sulel auto-scontro…non mi meraviglio della risposta di costoro. Non capivo perché dovevo andarmi a fare massacrare le costole dal tipo, tipicamente seduto sopra il bordo posteriore della macchinina, che si lanciava, con veemenza e ghigno sadico dipinto sul volto, contro le altre macchinine affollate di occupanti che si accontentavano del brivido di un paio tamponamenti senza necessità di tirare fuori il CID.

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